Le prime tracce di insediamenti umani nella valle di Gubbio risalgono al Paleolitico Medio. Nel Neolitico (6000–3000 a.C.) comparvero insediamenti stabili grazie all'introduzione dell'agricoltura e dell'allevamento.
Nell'area di San Marco, a est di Gubbio, sono state rinvenute buche rituali contenenti vasi ceramici quasi integri.
Durante l'Età del Bronzo, gli insediamenti si diffusero sulle colline circostanti, in particolare intorno al Monte Ingino e al Monte Ansciano.
Prima della dominazione romana, Gubbio era conosciuta come Ikuvium (o Iguvium), una delle più importanti città-stato umbre. Era considerata il più importante centro religioso del popolo umbro.
Il tesoro di quest'epoca è rappresentato dalle Tavole Eugubine, sette tavole bronzee scoperte nel 1444 nei pressi del Teatro Romano.
Rappresentano il più importante testo rituale dell'Italia antica, scritto in lingua umbra con caratteri etruschi e latini.
Le tavole descrivono: cerimonie religiose e riti di purificazione, l'organizzazione della città-stato, il pantheon umbro degli dei, le confraternite sacerdotali e la geografia dell'antica Ikuvium.
Nel 295 a.C., dopo essere rimasta neutrale nella guerra tra Roma e i Sanniti conclusa con la Battaglia di Sentino, Ikuvium entrò in alleanza con Roma.
Nel 166 a.C., Roma affidò ai magistrati eugubini la custodia di un prigioniero reale: Genzio, re degli Illiri, che trascorse qui i suoi ultimi anni e, secondo la tradizione, fu sepolto nel Mausoleo ancora visibile vicino al Teatro Romano.
Nell'89 a.C. Gubbio ottenne la cittadinanza romana e fu eretta a Municipium. La città si arricchì di imponenti edifici:
- Il Teatro Romano (~7.000 posti) — più grande di quello di Pompei
- Terme e complessi residenziali
- Il Tempio di Guastaglia
- Ville adornate con ricchi mosaici
- Un fiorente distretto ceramico
La città passò poi sotto il controllo della Chiesa con le donazioni di Pipino il Breve e Carlomagno.
Intorno all'anno 1000, Gubbio conobbe una straordinaria rinascita organizzandosi come Libero Comune. Nel 1163 ottenne privilegi imperiali da Federico I Barbarossa.
Vescovo di Gubbio dal 1128, canonizzato nel 1192. Nel 1151, grazie al suo intervento — considerato miracoloso — Gubbio vinse una durissima battaglia contro una coalizione di undici città nemiche capeggiata da Perugia.
- Forte crescita economica (ceramica, tessile, ferro battuto)
- Costruzione del Palazzo dei Consoli (1332–1349) e di Piazza Grande
- Sviluppo dell'agricoltura nelle aree collinari
Secondo la leggenda, un feroce lupo terrorizzava la città. Francesco lo incontrò presso la Chiesa della Vittorina e, dopo aver fatto il segno della croce, lo addomesticò. Il lupo visse poi per due anni in pace con gli abitanti, fino alla morte per vecchiaia.
Nel 1384 Gubbio passò sotto il controllo di Antonio di Montefeltro, Conte e Signore di Urbino. I Duchi d'Urbino trasformarono Gubbio in un fiorente centro rinascimentale.
Costruì il Palazzo Ducale (1470), creò lo Studiolo Eugubino (oggi al Metropolitan Museum di New York) e portò la città al suo apice culturale e artistico.
Nel 1508 i Della Rovere presero il potere alla morte di Guidobaldo Montefeltro e governarono fino al 1631, mantenendo Gubbio come centro di artigianato e cultura.
Nel 1631, con l'estinzione della dinastia Della Rovere, Gubbio tornò al diretto controllo dello Stato Pontificio, iniziando un lungo periodo di declino politico ed economico.
Nel 1860, con l'Unità d'Italia, Gubbio fu annessa al Regno d'Italia e incorporata nella provincia di Perugia.
Il 22 giugno 1944 un tragico evento colpì la città: le truppe naziste in ritirata fucilarono 40 civili nella piazza (oggi chiamata Piazza Quaranta Martiri) in rappresaglia contro la resistenza partigiana.
Nel 1950 fu fondata l'"Associazione Maggio Eugubino" per preservare e promuovere le tradizioni locali. Dagli anni '60 Gubbio è diventata una vivace meta turistica.
1973: I Tre Ceri diventano simbolo ufficiale della Regione Umbria. 2013: Iscrizione UNESCO (Rete delle Grandi Macchine a Spalla).
La Festa dei Ceri è una delle feste folkloristiche più antiche d'Italia, celebrata ogni 15 maggio dal 1160, anno della morte di Sant'Ubaldo. Non è una rievocazione storica, ma una tradizione viva tramandata ininterrottamente da oltre 860 anni.
Strutture in legno di circa 4 metri, composte da due prismi ottagonali sovrapposti, del peso di circa 400 kg ciascuna:
- 🟡 Sant'Ubaldo — Giallo — Muratori e scalpellini
- 🔵 San Giorgio — Azzurro — Commercianti e artigiani
- ⚫ Sant'Antonio Abate — Nero — Contadini, possidenti e studenti
- ore 10:00 – Distribuzione dei mazzi di fiori ai torchieri
- ore 11:30 – Investitura del Primo Capitano in Piazza Grande
- ore 12:00 – Alzata dei Ceri
- ore 18:00 – Il Vescovo benedice i ceraioli in articulo mortis
- La Corsa: ~4.300 metri fino alla Basilica di Sant'Ubaldo
- Ordine fisso: Sant'Ubaldo, San Giorgio, Sant'Antonio
- Il sorpasso è severamente vietato
"Chi ha vinto? Nessuno ha vinto, anzi, ha vinto Gubbio." L'obiettivo non è arrivare primo, ma correre a tutta velocità mantenendo il Cero in piedi.
Ogni cittadino di Gubbio può diventare ceraiolo dopo un lungo apprendistato che inizia nell'infanzia con i Ceri Piccoli (2 giugno) e i Ceri Mezzani (domenica successiva alla Festa). La scelta del Cero è tradizionalmente legata alla famiglia e al mestiere, tramandata di padre in figlio.
- Palazzo dei Consoli (1332–1349) — Capolavoro gotico, ospita le Tavole Eugubine
- Piazza Grande — Spettacolare piazza sospesa, esempio di ingegneria medievale
- Palazzo Ducale (1470) — Capolavoro rinascimentale di Federico da Montefeltro
- Duomo — Chiesa gotica con dieci archi a sesto acuto
- Teatro Romano — Uno dei più grandi dell'Impero, ancora usato d'estate
- Basilica di Sant'Ubaldo — Sul Monte Ingino, custodisce le spoglie del patrono e i Ceri
- Palazzo del Bargello — Con la famosa "Fontana dei Matti"
Gubbio è famosa nel mondo per la ceramica a lustro, tecnica rinascimentale che usa ossidi metallici per creare riflessi dorati e rosso rubino. Il Mastro Giorgio Andreoli (1465–1553) la rese celebre in tutta Europa.
- Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo (XIII–XIV sec.) — La chiesa madre della diocesi
- Chiesa di San Francesco (XIII sec.) — Con affreschi di Ottaviano Nelli
- Chiesa di San Francesco della Pace — Dove la leggenda vuole vivesse il lupo
- Chiesa di San Domenico (XIII sec.) — Centro della Processione del Cristo Morto
- Chiesa della Vittorina — Dove San Francesco incontrò il lupo (~1220)
- Palazzo del Bargello — Sede del Capitano del Popolo, con mostra permanente sulla balestra
- Palazzo Vescovile (XVIII sec.) — Con splendido cortile porticato
- Logge dei Tiratori di Lana — Portico trecentesco, primo laboratorio pre-industriale
Storica gara di balestra tra Gubbio e Sansepolcro, in corso ininterrottamente dal XV secolo. Oltre 400 figuranti in costumi medievali sfilano in Piazza Grande.
Dopo la Festa dei Ceri, è l'evento più significativo della città. Processione con il canto polifonico del Miserere e focaroni ardenti lungo le strade.
Dal 2015, il più importante evento culturale italiano dedicato al Medioevo. Medaglia d'Oro della Presidenza della Repubblica per due anni consecutivi. Oltre 100 eventi gratuiti in cinque giorni.
Dal 1981, riconosciuto dal Guinness World Records nel 1991. Altezza: oltre 750 m. Larghezza: 450 m. Oltre 700 luci LED. Alimentato interamente da fonti rinnovabili.
La Gola della Bottaccione è uno dei siti geologici più importanti del mondo, appena fuori dalle mura di Gubbio. Offre una delle sequenze stratigrafiche più complete e continue al mondo.
Negli anni '70, il geologo Walter Álvarez e suo padre Luis (Premio Nobel per la Fisica 1968) identificarono un sottile strato di argilla nera di ~1 cm risalente a 66 milioni di anni fa, privo di fossili di foraminiferi.
L'argilla conteneva concentrazioni di iridio fino a 130 volte superiori agli strati adiacenti — un metallo rarissimo nella crosta terrestre ma abbondante negli asteroidi.
Un asteroide di 10–15 km di diametro colpì la Terra a ~70.000 km/h, causando l'estinzione del 75% delle forme di vita, inclusi tutti i dinosauri non aviari.
Il sito è candidato al riconoscimento UNESCO come "Global Geopark".
Accessibile da Gubbio via SR298. Al vicino ex-Monastero di San Benedetto è allestita la mostra "Estinzione". Lo strato di argilla con l'iridio è ancora visibile nella roccia.